Approvata la riforma europea del copyright. Che cosa prevede?

by Marco
8 mesi ago
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Il Parlamento Europeo ha approvato la discussa riforma sul diritto d’autore che tuttavia non prevede più l’uso di filtri automatici. Tiene fuori i meme e le piattaforme senza scopo di lucro come Wikipedia o GitHub.

La dibattuta riforma europea sul diritto d’autore è stata approvata dal Parlamento Europeo in seduta plenaria con 348 voti a favore, 274 contrari e 36 astenuti.

In modo particolare, l’Articolo 11 della riforma darà la possibilità agli editori di stampa di fare accordi con le piattaforme online per farsi pagare l’utilizzo dei contenuti di informazione. I ritagli delle notizie che danno forma ai cosiddetti “snippet” e che descrivono il contenuto di una notizia non avranno alcuna protezione dalla riforma e quindi resteranno nel libero uso delle piattaforme online. Gli introiti derivanti dall’uso dei contenuti di informazione dovranno essere condivisi con i loro creatori, dunque i giornalisti.

L’Articolo 13, anch’esso monitorato dall’opinione pubblica, non richiederà l’utilizzo di filtri rappresentati da algoritmi automatici che escluderanno la pubblicazione di materiale protetto da copyright di cui non si possiede la licenza, ma l’eventuale reclamo dei possessori di quei diritti sarà gestito da persone. Inoltre, i singoli utenti non rischiano più sanzioni per aver caricato online contenuti protetti da copyright, e la responsabilità sarà tutta nelle mani delle grandi piattaforme come Facebook o Youtube, mentre quelle di dimensioni medie avranno obblighi minori e le piccole saranno completamente esentate da qualsiasi verifica.

I meme, le parodie e la satira non subiranno alcuna limitazione dovuta alla contaminazione della loro esistenza con materiale protetto dal diritto d’autore. Restano fuori dalla riforma anche le piattaforme senza scopo di lucro, come Wikipedia, e quelle dedicate alla condivisione di materiale open source, come GitHub. I contenitori cloud di file non avranno alcun obbligo circa la nuova riforma e non dovranno controllare l’esistenza sui loro server di materiale soggetto a copyright.

Fonte: DDAY.IT

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